Aggregazioni giovanili nelle aree post-industriali
ottobre 10, 2007
Il fenomeno dei “capannoni” nel territorio veneto, aree produttive di giorno e luoghi di ritrovo la notte. Le impronte (industriali) lasciate sul territorio dal passaggio del moderno sono state descritte come escrescenze da relegare nella categoria del “brutto”. Per paradosso, da un lato aumentano la sensibilità, l’attenzione, la cura per tutto ciò che è “passato”, dall’altro lato si assiste al diffondersi di case a schiera, centri commerciali, discoteche, multisala, aree industriali. In tutto questo i giovani sembrano a proprio agio in un territorio non più relegato nei compartimenti provinciali e comunali. La loro esperienza di vita si articola sul metro di decine, a volte centinaia di chilometri che attraversano per muoversi da un punto all’altro di una straordinaria periferia suburbana, ricca di fermenti notturni. Per loro il Veneto è un territorio di fabbriche piccole e grandi, misto a paesi, case e casette. Il tutto legato assieme da file di saloni espositivi e aree commerciali che costeggiano le arterie principali. Il corso, attraverso la fotografia e l’atteggiamento mentale che questa induce, si pone l’obiettivo di provare ad identificare alcuni nodi problematici che la contemporaneità pone a questa regione.
i menabò del laboratorio
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marta muschietti / dalle 7 alle 7
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martina gatto / relazioni d’angolo
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martina melilli / grigio vivo
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giorgia de maldè / 17 scatti
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gaia tasca / industrial youth
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francesco scalco bonaldo / programma quotidiano
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carlotta borasco / dell’attesa
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federica perizzolo / concentrico
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daniele raccanelli / templi moderni
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elena scomazzon / silence
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samuele grando / della cittadina di provincia
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enrico cornuda / riservato clienti
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